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Il business dei pannelli solari… sulle strade

La Francia progetta di pavimentare mille chilometri, sufficienti a dare energia al 10% della popolazione

PARIGI - La prima strada a pannelli solari era stata inaugurata nei Paesi Bassi alla fine del 2014: un esperimento per la produzione di energia lungo una pista ciclabile di Krommenie, non lontano da Amsterdam, destinato a durare tre anni con la promessa di venire esteso su larga scala qualora i test fossero risultati positivi. Ne è passato uno soltanto e già la Francia ha deciso di fare le cose in grande: entro il 2020 – annuncia - avrà pavimentato ben mille chilometri aperti al transito di ogni tipo di veicolo e porterà elettricità in 5 milioni di case, soddisfando il fabbisogno del 10% della popolazione.

Già stanziati i fondi: il posizionamento comincerà questa primavera. La scienza e le statistiche hanno scacciato le iniziali e ovvie perplessità: secondo gli studi e a dispetto della impressioni, le strade sono “coperte” dall’andirivieni dei mezzi a motore solo per il 10% del tempo. Il restante 90% si presterebbe dunque a favorire il risparmio energetico, giura l’azienda francese Colas cui verrà affidato l’appalto: tanto più davanti a una domanda che entro il 2050 si stima sarà raddoppiata.
Sette millimetri di spessore, resistenza ai carichi pesanti: perfino i camion potranno passare sopra le lastre senza danneggiarle. I wattway panels avranno dimensioni ottimali di venti metri quadrati: la superficie necessaria a garantire energia a una famiglia. Quindici metri bastano a far funzionare un semaforo per tutto il giorno, cento servono a una vettura elettrica per percorrere 100mila chilometri: a conti fatti, un chilometro di questi mille sarà dunque sufficiente a illuminare una cittadina di cinquemila abitanti. Modesti, peraltro, i disagi di installazione: si tratta solo di collocarli sopra l’asfalto, senza necessità di smantellare nulla.

sara bruschetti - per tio.ch 8.2.2016